
Venerdì 23 Febbraio ore 20:16
“Secondo me da un amore si guarisce
solo se si trova un amore più grande”
Sara
Sarebbe una settimana di festeggiamenti dato che, udite e udite (ehmm volevo dire: leggete e leggete) ho firmato IL CONTRATTO.
Quello che ti sistema per tutta la vita e felici & contenti, (festeggiamenti in quel mattatoio chiamato “Vecchia scarpa” con dubbia colonna sonora che mise in crisi i nostri goliardici propositi durante una serata modenese sorprendentemente senza pioggia e senza neve, in cui sì, con lo stesso tono di voce del commendatur Zampetti esclamai, alzando il calice: “Pago da bere a tutti!”, giacché eravamo in 3, me compresa).
Quello che stabilizza, che ti aiuta a sognare, quello senza fede al dito, ma con bonifico “finché pensione non vi separi” sul quel conto che ne ha visti di tempi cupi e perplessità sul futuro che, régazzz, ci fa contemplare ogni sera quel tigi con le dita incrociate, manco fosse l’estrazione del lotto: parlo de Il Contratto a TEMPO INDETERMINATO.
E’ stato un flash.
L’ho incorniciato (perché come ha detto Puffoinventore ”altro che laurea, questo bisogna incorniciare!”) e appoggiato su quel chiodino che prima racchiudeva la mia inutile cultura quinquennale, nella stanza-armadio a casa di mia madre: a lei piace sentirsi orgogliosa di me quando è sola, dove nessuno possa vedere che alle volte si emoziona pure, core de mamma.
Tra la scelta di un vestito e l’altro lo guarderà e penserà che in fondo non è andata così male e quei ceffoni in piena faccia hanno dato i loro frutti, nonostante le note, nonostante i pianti, nonostante gli amici perduti, nonostante i consigli chiesti ai nonni su come si cresce una sbarba che ha la grinta di leone e la fragilità di un ragnetto, nonostante le nottate passate a reggermi la testa. Nonostante.
IO del resto, non credo di essere molto esigente verso me stessa, ma quantomeno pretendo una crescita continua.
Purtroppo, anche quando va “tutto bene”, come capita di rispondere ai più, che immancabilmente ti fanno quella domanda lì….. Mi perdo nello spazio di uno sguardo: un incrocio sbagliato e “crolla la fortezza del mio debole per te” (ndr).
Se, inavvertitamente, mi capita di ritrovarmi allo stesso identico punto di qualche anno fa mi sale la rabbia: quella rabbia distruttiva, così cattiva che puoi sfogarla solo su te stessa.
Il secondo Flash della settimana mi ha bloccato, volevo essere Ganza, una vera SuperGirl che ha l’intelligenza di proseguire, la caparbietà sufficiente per evolversi, mutare i propri sentimenti, avere quel millantato self control, che va tanto di moda (i lettori più attenti sicuramente vorrebbero obiettare che andava di moda anche negli anni ’80, ma questo comporterebbe l’ammissione dell’ascolto delle musicassette di Raf, Signurrr! quest’omertà mi piace!).
Io sono fuori moda, in effetti, tanto che sono qua a scrivere di sconvolgimenti inattesi, crisi del venerdì sera etc. (leggi: nient’altro di interessante da aggiungere) per trovare quella forza che nelle frivolezze della vita, nei sentimenti mancati mi vien meno, alle volte.
Non posso fare a meno che cercarla, che cercarMI, non darmela vinta.
Così mi impegno, mi siedo, ragiono e cullandomi sulla sedia a dondolo Ikea, come una matta fisso il vuoto e mi ripeto “Ce la posso fare, ce la posso fare, ce la posso fare…..” per auto-convincermi, mentre una whatsappata della Polly conferma la mia debole ipotesi “Ce la possiamo fare”, mi dice ed io per non deludera le rispondo di si.
Perché ai suoi occhi di amica, vorrei sembrare perfetta, anche se tra me e me so benissimo di non esserlo e mi sento un un po’ come quando mio nonno da piccola mi urlava “Bevi la schiuma che diventi furba!!”: io l’ho sempre bevuta, sorridendogli, ma furba credo di non esserlo mai diventata.
congratulazioni amica. e cerca di non annoiarti troppo con questo lavoro! ti bacio
…..Cercherò di contraddire Monti! Come prima settimana ti posso assicurare che non ho fatto uno sbadiglio XD
ohhhhhhhhhhhh, che notizia grandiosa ** evvai!
: ))